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2010
Redirezioni massive di URL: gestirle in sicurezza con le librerie cURL
La comunità Seo sa bene (o almeno dovrebbe
) l’importanza di effettuare delle redirezioni 301 quando le url del sito vengono modificate.
Ma quando si tratta di una modifica massiva, e le Url del sito sono state tutte modificate (ad esempio in un cambio di sito), come si fa ad essere sicuri di non aver dimenticato qualche pezzo per strada?
Esistono molti modi per gestire questa situazione, ora vi espongo il mio, sperando di essere di aiuto a qualcuno.
1) FARE UNA FOTOGRAFIA ALLE URL DEL VECCHIO SITO
E’ necessario ottenere la lista delle Url del sito prima che vengano modificate, come fare?
La soluzione più semplice è utilizzare un qualsiasi emulatore di spider. Ce ne sono molti, personalmente utilizzo Xenu ma funziona altrettanto bene anche Integrity per Mac (ma se non vi piacessero i 2 che ho elencato, sul web si trovano molti altri tool validi).
Tramite Xenu è possibile ottenere facilmente tutte le Url del sito, utilizzando il comando “file >> report” alla fine della scansione. Oppure se il sito è molto grande utilizzate “file >> export to TAB separated file…” e importate il risultato in un foglio di calcolo, eviterete di impallare il PC nel caso di siti di grande dimensione.
2) REALIZZARE I VARI REDIRECT DALLE VECCHIE ALLE NUOVE URL
Utilizzate il metodo che preferite per realizzare una mappatura puntuale tra le vecchie e le nuove Url (non dimenticatevi anche di effettuare i redirect dei link che arrivano dall’esterno, altrimenti addio Link Popularity).
Le soluzioni maggiormente utilizzate sono:
- mod_rewrite e file .htaccess se utilizzate il web server Apache
- isapi_rewite e file .htaccess o file httpd.ini (in base alla versione utilizzata) se utilizzate il web server IIS (vi rimando all’articolo sulla realizzazione di Url parlanti con isapi rewrite che ho scritto)
Potrebbe però anche capitarvi il caso in cui non abbiate la possibilità di accedere al file htaccess, oppure che il file htaccess sia – ahimè – condiviso tra più domini, in questo caso vi consiglio di fare un “accrocchio” come il seguente:
Utilizzate la pagina 404 come “attivatrice di redirezioni”. Modificatela così: ogni volta che il sistema chiama una pagina non presente (o pagina 404) fate una chiamata al DB e controllate se l’Url chiamata è presente in una tabella del Database appositamente creata, e se la risposta è affermativa effettuate la redirezione secondo le regole salvate nel DB.
Ecco un immagine esplicativa (spero) del funzionamento di questa soluzione:

In questo modo sarà sufficiente modificare la pagina 404 una volta per tutte, inserendo all’inizio del codice la chiamata al database, e non dovrete avere un accesso al file .htccess e nemmeno aspettare i tempi tecnici perché i referenti del sito in oggetto possano intervenire al posto vostro, ma vi basterà un accesso al DB (ad esempio tramite phpmyadmin).
Attenzione però a non inserire combinazioni che generino LOOP, come ad esempio una riga “urlA –> 301 –> urlB” e successivamente una riga “urlB –> 301 –> urlA”
3) CONTROLLARE CHE LE REDIREZIONI SIANO TUTTE FUNZIONANTI
Ed eccoci alla parte più importante!
Controllare le redirezioni in un sito con qualche centinaio di pagine è un lavoro noioso, pensate se si tratta di qualche migliaia…
Diventa quindi una necessità uno strumento automatico per il controllo delle varie redirezioni, e grazie alla fotografia che abbiamo creato nel punto 1, e a qualche riga di codice PHP sarà un gioco da ragazzi.
Innanzitutto dobbiamo avere una versione di PHP con le librerie cUrl installate, se non sapete come fare vi rimando alla guida ufficiale.
Le librerie cUrl permettono di effettuare chiamate alle Url (sia in Get che in Post) e di estrarne gli header di risposta, quindi fanno esattamente al caso nostro.
Ci basterà realizzare una pagina PHP che riceve in input la lista delle URL (La fotografia del vecchio sito) e che ritorna in output un file (ad esempio un csv da poi aprire in xls) con i seguenti campi:
“Url chiamata / status code ricevuto / url finale restituita / numero di redirezioni”
Ed ecco che in un attimo potrete testare siti di dimensioni elevate
Questo post non contiene i dettagli tecnici del codice sorgente, ma tutti coloro che non riuscissero a realizzare questo strumento mi contattino pure, sarò ben lieto di fornire loro supporto, e se necessario i file php che ho realizzato e che utilizzo da un paio di anni.
Così mentre il software realizzato lavora per noi, possiamo dedicarci ad attività di maggiore interesse
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2010
Recuperare i link esterni che generano 404 con lo Script di Google Analytics
La link popularity assume un ruolo fondamentale in ogni buona strategia Seo.
Ottenere buoni link in ingresso non è facile, e spesso costa tempo e fatica.
Chi si è occupato almeno un volta di Link Building / Article Marketing / Link Baiting / ecc.. sa che un buon link esterno verso il proprio sito non si ottiene facilmente e di conseguenza va mantenuto il più a lungo possibile. Per evitare che nel tempo si vadano a perdere i link (se cambio il sito devo anche aggiornare i link esterni, altrimenti punteranno ad una pagina 404) è necessario tenerne traccia e aggiornarli (ove possibile) oppure effettuare delle redirezioni 301 delle vecchie url a cui puntavano.
Ma come fare a recuperare i link che si sono persi?
1) Utilizzare i log del server, ed estrarre tutti i referrer esterni che terminano in pagine 404 del vostro sito.
Questa soluzione è la più efficace perché permette di ottenere tutti i link in ingresso, però dovete avere accesso ai log del server ed avere un minimo di capacità nella loro elaborazione.
2) Inserire nella pagina 404 un codice di tracciamento a tag leggermente modificato.
Questo metodo è meno completo rispetto all’utilizzo dei tag, in quanto pemette di ottenere esclusivamente i link che hanno generato degli accessi da parte degli utenti (i sistemi di Analytics a tag non tengono traccia degli spider dei motori di ricerca).
Ecco un esempio per Google Analytics (per lo script sincrono):
<script type=”text/javascript”>
var pageTracker = _gat._getTracker(“UA-XXXXXX-X”);
pageTracker._initData();
pageTracker._trackPageview(“/404.html?page=”+document.location.pathname+” “+document.location.search+document.referrer);
</script>
In questo modo se in Google Analytics cercherete le pagine che contengono la stringa 404.html all’interno di “contenuti –> dettaglio contenuti” troverete tutte le pagine che hanno generato un errore 404 ed i relativi referrer (che DOVRETE assolutamente correggere tramite un redirect 301)
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2010
Font e leggibilità dei testi
La scelta di quale font utilizzare può cambiare radicalmente l’esperienza degli utenti nella lettura di un testo/articolo.
Spesso capita di imbattersi in portali informativi, con articoli interessanti, ma la cui lettura dopo poche righe inizia a diventare difficile.
Il colore (foreground vs background), la dimensione del testo e la scelta del font possono rendere il testo poco leggibile e causare stanchezza agli occhi.
Alcuni esperti di usabilità (@Paola) suggeriscono di utilizzare Arial o Verdana per i testi principali, mentre il Georgia risulta un ottima soluzione per i titoli, anche se in realtà questa scelta è data più che altro dalla dimensione che si sceglie per il font. Mi spiego meglio:
Se il testo ha una dimensione abbastanza grande (es 14px) allora si può utilizzare il Georgia per i testi principali, mentre se la dimensione è inferiore, allora è consigliabile l’utilizzo di un Arial o di un Verdana.
Un valido esempio è il Corriere della Sera, che nonostante utilizzi il font Georgia sia nei titoli che nei testi, mantiene una buona leggibilità grazie alla dimensione dello stesso (14px per il testo principale).
Ultimamente sono anche usciti dei nuovi font, studiati per ottenere un’ottimale resa grafica, come ad esempio il Calibrì della Microsoft. Ma non trattandosi di font di sistema si aprono le porte a problemi di portabilità e di differenti rese grafiche nei diversi Browser (se non hai Windows Vista, o Office 2007 difficilmente potrai visualizzare questo font).
Se si desidera di utilizzare questi nuovi font, si può ricorrere ad una delle seguenti tecniche:
1: utilizzare la regola font-face del CSS3. Questa sarà sicuramente la strada da percorrere in futuro, però attualmente non è ancora supportata da tutti i browser;
2: usare i nuovi font all’interno del font-stack, ossia fornire più scelte all’interno del css, dopodiché il browser caricherà quello disponibile;
Esistono anche delle alte strade legate all’utilizzo di Javascript (ad esempio Cufon), ma a meno che non vengano usate eslusivamente per i titoli ne sconsiglio l’utilizzo per problemi di performance.
Per maggiori informazioni ecco alcune risorse interessanti:







Mi chiamo Boschian Francesco e sono un Seo, anche se al momento lavoro come responsabile Web Marketing. Questo è il mio Blog personale, che uso per fare dei test e per condividere qualche informazione.